Abstract Cristina Ghirardini

L’ethno-organologie en Italie

 

Après quelques articles parus à l’époque positiviste qui témoignent d’un intérêt pour les instruments de musique populaires italiens et non-européens, on peut dire que l’ethno-organologie en Italie a été fondée par Roberto Leydi et Febo Guizzi entre la fin des années Soixante-dix et le début des Quatre-vingt du XX siècle.
A partir de mes recherches sur les instruments de musique du Museo Guatelli de Ozzano Taro (Parme) et du Museo del paesaggio sonoro di Riva presso Chieri (Turin), je cherche à exposer à grands traits les caractéristiques de l’approche italienne à l’ethno-organologie. En particulier: la relation très étroite entre ethno-organologie et la recherche de terrain sur la diversité musicale en Italie ; la profondeur historique ; le rôle des instruments considérés “mineurs” dans le développement de l’approche systématique (en utilisant la classification Hornbostel-Sachs) ; l’attitude interdisciplinaire, qui favorise l’étude des instruments de musique en relation avec les sources iconographiques et documentaires ; la conscience du rôle social et symbolique des instruments de musique.
Les exemples seront tirés de l’analyse des sources du Gabinetto Armonico par Filippo Bonanni et des instruments que j’ai étudié au Museo Ettore Guatelli (surtout le hautbois populaire appelé “piffero delle Quattro Province”) et au Museo del paesaggio sonoro di Riva presso Chieri (surtout les appeaux et les objets sonores). Ils seront mis en relation avec les travaux fondamentaux de Febo Guizzi.

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L’etno-organologia in Italia

Dopo la pubblicazione in pieno perdio positivista di qualche articolo che testimonia un interesse per gli strumenti musicali popolari italiani ed extraeuropei, è possibile affermare che l’etno-organologia in Italia è stata fondata da Roberto Leydi e Febo Guizzi, tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta del XX secolo.
A partire dalle mie ricerche sugli strumenti musicali del Museo Guattelli di Ozzano Taro (Parma) e del Museo del paesaggio sonoro di Riva presso Chieri (TO), cercherò di esporre, a grandi linee, le caratteristiche dell’approccio italiano all’etno-organologia. In particolare: la  relazione quasi indissolubile tra etno-organologia e ricerca sul campo per lo studio della diversità musicale in Italia; la profondità storica; il ruolo degli strumenti musicali considerati “minori” nello sviluppo dell’approccio sistematico (utilizzando la sistematica Hornbostel-Sachs); l’attitudine interdisciplinare che favorisce lo studio degli strumenti musicali in relazione alle fonti iconografiche e documentali; la coscienza del ruolo sociale e simbolico degli strumenti musicali.
Gli esempi verteranno sull’analisi delle fonti del Gabinetto Armonico di Filippo Bonanni e degli strumenti musicali de ho studiato presso il Museo Ettore Guattelli (in particolare l’oboe popolare chiamato “piffero della Quattro Provincie”) e il Museo del paesaggio sonoro di Riva presso Chieri (richiami per uccelli e oggetti sonori). Essi saranno messi poi messi in relazione con i principali lavori di Febo Guizzi.